"Il maestro e la pietra magica": La Disney investe in Russia
Venerdì 23 luglio 2010
Sbarca in Italia la prima produzione Disney totalmente made in Russia, vera e propria favola che attinge a piene mani dalla tradizione locale, contaminandola con elementi occidentali e coi topoi tipici del fantasy.
Camminando nella Foresta Infinita, la figlia di una strega Baba Jaga trova una splendida pietra, l'Alatyr, e ne rimane affascinata. La pietra dà origine ad un incantesimo che trasforma la bambina nella Contessa di Pietra, destinata a rimanere rinchiusa nella Torre di Pietra finchè un Sommo Maestro Intagliatore non ridarà vita al magico Alatyr e la trasformerà in sovrana del mondo. La Contessa guida un esercito di temibili soldati, gli Ardari, che seminano morte e distruzione, e ha un'aiutante, Katja, di cui si innamora perdutamente il giovane Ivan, apprendista intagliatore. Per amore, il ragazzo decide di ridare vita all'Alatyr, affrontando numerosi pericoli.
E' difficile inquadrare il film, diretto da Vadim Sokolowski, in un singolo genere: c'è ovviamente una forte prevalenza fantasy, che prende spunti un po'ovunque, dal "Signore degli Anelli" (l'inquadratura della Contessa di Pietra sulla Torre) al "Labyrinth" anni'80, ma c'è anche una forte componente comica e farsesca, con numerose 'scenette' grottesche condite da effetti sonori ed espressioni caricaturali che allo spettatore occidentale risultano un po'naif.
Lo script è piuttosto articolato e spesso sfuggono alcuni passaggi: nonostante si usi il classico espediente delle pagine del libro per facilitare la comprensione, gli eventi sono tendenzialmente mal concatenati. Soprattutto la seconda metà del film risulta faticosa, appesantita da alcune scene che sono assolutamente superflue (l'incontro di Ivan con il soldato di una poesia di Puskin, la dichiarazione d'amore a Klava) e rendono lacunoso lo scorrere della trama.
Un elemento che sicuramente salta all'occhio è la fattura in qualche modo 'artigianale' del film, soprattutto nel caso dei costumi, del trucco e di alcune scenografie, che risultano di qualità non eccelsa e talvota decisamente kitsch, mentre al contrario gli effetti speciali, almeno alcuni, sono più che discreti.
La nota senza dubbio più positiva del film, che lo rende nonostante i limiti un prodotto gradevole, è la componente tipicamente russa, non solo per quanto riguarda l'inserimento di personaggi delle leggende e dei miti locali, come la Baba Jaga o la Sirena del bosco, ma anche dal punto di vista visivo, con un'evidente influenza della tradizione iconica.
"Il maestro e la pietra magica" è in definitiva un'opera con evidenti debolezze e che sicuramente non può ambire allo status di 'kolossal fantasy', ma rimane un piacevole prodotto per un pubblico preferibilmente under 10.
Camminando nella Foresta Infinita, la figlia di una strega Baba Jaga trova una splendida pietra, l'Alatyr, e ne rimane affascinata. La pietra dà origine ad un incantesimo che trasforma la bambina nella Contessa di Pietra, destinata a rimanere rinchiusa nella Torre di Pietra finchè un Sommo Maestro Intagliatore non ridarà vita al magico Alatyr e la trasformerà in sovrana del mondo. La Contessa guida un esercito di temibili soldati, gli Ardari, che seminano morte e distruzione, e ha un'aiutante, Katja, di cui si innamora perdutamente il giovane Ivan, apprendista intagliatore. Per amore, il ragazzo decide di ridare vita all'Alatyr, affrontando numerosi pericoli.
E' difficile inquadrare il film, diretto da Vadim Sokolowski, in un singolo genere: c'è ovviamente una forte prevalenza fantasy, che prende spunti un po'ovunque, dal "Signore degli Anelli" (l'inquadratura della Contessa di Pietra sulla Torre) al "Labyrinth" anni'80, ma c'è anche una forte componente comica e farsesca, con numerose 'scenette' grottesche condite da effetti sonori ed espressioni caricaturali che allo spettatore occidentale risultano un po'naif.
Lo script è piuttosto articolato e spesso sfuggono alcuni passaggi: nonostante si usi il classico espediente delle pagine del libro per facilitare la comprensione, gli eventi sono tendenzialmente mal concatenati. Soprattutto la seconda metà del film risulta faticosa, appesantita da alcune scene che sono assolutamente superflue (l'incontro di Ivan con il soldato di una poesia di Puskin, la dichiarazione d'amore a Klava) e rendono lacunoso lo scorrere della trama.
Un elemento che sicuramente salta all'occhio è la fattura in qualche modo 'artigianale' del film, soprattutto nel caso dei costumi, del trucco e di alcune scenografie, che risultano di qualità non eccelsa e talvota decisamente kitsch, mentre al contrario gli effetti speciali, almeno alcuni, sono più che discreti.
La nota senza dubbio più positiva del film, che lo rende nonostante i limiti un prodotto gradevole, è la componente tipicamente russa, non solo per quanto riguarda l'inserimento di personaggi delle leggende e dei miti locali, come la Baba Jaga o la Sirena del bosco, ma anche dal punto di vista visivo, con un'evidente influenza della tradizione iconica.
"Il maestro e la pietra magica" è in definitiva un'opera con evidenti debolezze e che sicuramente non può ambire allo status di 'kolossal fantasy', ma rimane un piacevole prodotto per un pubblico preferibilmente under 10.
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