"Il sentiero": si fa tortuoso a Sarajevo!
Dopo il grande successo al Festiva di Berlino con "Il segreto di Esma", Jasmila Zbanic torna con una commedia sulle diversità religiose nella Sarajevo dei giorni nostri.
Venerdì 20 gennaio 2012
Attraverso "Il sentiero" la regista bosniaca, Jasmila Zbanic, riesce a farci entrare nella vita di una popolazione provata da una straziante guerra civile, che però in questo caso viene mostrata nella sua vita quotidiana. Persone che si confrontano con problemi comuni a molte altre realtà europee e mondiali: la difficoltà di avere un figlio, l’alcolismo, la solitudine di un anziano, inseriti però in uno scenario che è quello legato alle differenze religiose presenti nella Bosnia – Herzegovina, dove i mussulmani moderati (la maggioranza) convivono con una parte ortodossa, i wahabiti. Il ‘sentiero’ diventa tortuoso proprio quando i due protagonisti, Luna ed Amar, saranno messi alla prova su questo difficile tema. Due realtà e due modi di vivere, quello occidentale e quello dei mussulmani ortodossi, che verrà mostrato e messo a confronto da intelligenti inquadrature: un campo di wahabiti, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la giornata viene scandita dalle letture del Corano, e sull’altra sponda il rumore assordante in una discoteca. La diffidenza e la paura del diverso che è in seno agli stessi mussulmani, che non accettano l’interpretazione ortodossa dei wahabiti. Gli stessi precetti che però fanno da guida ad Amar e lo aiutano a superare la dipendenza da alcol, fornendogli quell’armatura che prima non aveva, ma allontanandolo da Luna e dalla sua vita precedente. Un cambiamento inaspettato per la ragazza, interpretata dalla bravissima Zrinka Cvitesic, che la stordisce e la disorienta, ponendola di fronte ad una scelta: Occidente od Oriente?
Il dramma di una coppia che è rimasta unita nella difficoltà di avere un figlio e dell’alcolismo, che però di fronte alla religione si sfalda.
Interessante è anche come Zbanic ci mostri la città di Sarajevo, tra le sue viuzze e le moschee, ed i suoi dintorni ricchi di natura. Un racconto che non viene mai troppo appesantito dalla visione della regista, che riesce a non condizionare lo spettatore, ma lo lascia libero di nutrirsi di quelle immagini, già di per sé ricche di significato. Una scelta che viene percepita già dalle primissime inquadrature, quando il corpo seminudo di Luna, ci viene mostrato attraverso le riprese del suo cellulare. Immagini e riprese che ritornano durante il film, anche quando Luna filma Amar mentre dorme, e durante la sua assenza le riguarda per sentirlo vicino.
Occidente ed Oriente, Passato e Presente, Odio e Amore, questo è il film degli opposti che s’incontrano e si scontrano in una Sarajevo che è il grande contenitore che media e non condiziona, lasciando liberi di scegliere e di vivere.
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