"L'apprendista stregone": C'è dell'altro da apprendere?

Giovedì 29 luglio 2010
Nel valutare un film è sempre essenziale considerare una cosa, ovvero il pubblico a cui è rivolto. In questo caso dovrebbero essere bambini e forse gli adolescenti, a dire la loro. Per altre fasce generazionali, invece, può dire ben poco poiché la sensazione è di averlo già visto, o di averlo comunque già capito dall’inizio.
Naturalmente meritano menzione speciale i tanti e ben eseguiti effetti speciali del film che variano dalla'alata creatura di pietra ai migliaia di scarafaggi che in un attimo compongono il mago cattivo Horvath, o al drago di cartapesta del carnevale Cinese che di colpo diventa vero. Ma tolto il piacevole e curato involucro non troviamo molto nella sostanza. Al centro della pellicola una storia di streghe e stregoni che si rincorrono da secoli, salvo rimanere intrappolati ogni tanto per qualche decennio in dei vasi magici.
E poi c'è il rapporto tra Balthazar Blake-Nicholas Cage e Dave Stutler-Jay Baruchel, dove il primo, che è uno degli stregoni, piomba da chissà dove per riempire Dave in pochi minuti di nozioni sulla distruzione del mondo e sul suo ruolo di ‘eletto’. Ma naturalmente, sperimentati i poteri magici, il nostro Dave è ben soddisfatto di mettersi a disposizione e diventare apprendista stregone: tutto semplice e lineare, non c’è conflitto, non c’è sorpresa ma solo prevedibilità. Cage in particolare, imbolsito dal giaccone e dal savouir faire dello stregone esperto sembra uscito da un film anni ’80. Deludente Baruchel che si riproporne nella veste che piano piano si va costruendo, quella di un timido e impacciato casanova, eppure per farsi delle risate è consigliabile vederlo duettare con Alice Eve in “Lei è troppo per me”, dove almeno non ha bisogno di un anello magico per fare ‘centro’. Marginale la presenza di Monica Bellucci che appare quasi esclusivamente nei ricordi di Balthazar, e poi nel finale, posseduta dallo spirito della malefica Morgana mentre prova a resuscitare i morti, ma pressoché priva di dialogo per tutta la durata del film.
Marco Lucchino

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