"Solomon Kane": Eroe con poco coraggio...

Lunedì 26 luglio 2010
La prima impressione che si ha uscendo dalla visione del "Solomon Kane" di Michael J. Bassett è quella di un'occasione perduta.
Il film, infatti, seppur accompagnato da una comunicazione efficace, da un bel 'packaging' e soprattutto dalle aspettative legate al suo essere frutto della inesauribile fantasia ed arte del creatore di "Conan il Barbaro", non riesce almeno in questo primo capitolo (?) ad emergere dai cliché ordinari del genere fantasy.
Eppure gli elementi base ci sono tutti: ambientazioni gotiche, adepti del male dall'aspetto ributtante e occhi spiritati, mostruosità varie, il Sommo Malvagio, incarnazione umana (si fa per dire) di Satana, popolazioni inermi trucidate e schiavizzate, e naturalmente Lui, il nostro Eroe, cupo e invincibile paladino del Bene.
Azione, violenza, morte, riscatto e trionfo: cosa volere di più?!
La risposta è: Pathos.
Quello che manca è la tensione emotiva, l'adrenalina, i colpi di scena inattesi, il coinvolgimento viscerale e la costruzione di un legame forte con i personaggi e con la storia che rende un film qualcosa di più di una serie di belle immagini che scorrono secondo un canovaccio ampiamente collaudato e pertanto non memorabile.
James Purefoy, nei panni di Solomon, sembra adeguarsi a questo low profile incarnando il ruolo senza incidere troppo e senza riuscire ad assumere quell’aurea di leggenda che l’eroe fantastico del romanzo di Howard avrebbe dovuto ispirare.
La presenza apprezzabile, confinata peraltro a piccole parti, di attori del calibro di Max Von Sydow e Pete Postlethwaite non elimina del tutto le debolezze nella descrizione dei personaggi dell’opera di Bassett che sembra troppo concentrato sugli aspetti puramente scenografici della trasposizione.

Paolo Piccioli

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